Il Fondaco dei Suoni
L’ensemble di musicisti provenienti da eterogenee esperienze musicali maturate in numerose tournèe, incisioni e passaggi televisivi al fianco di artisti e formazioni del calibro di Lucio Dalla, Katia Ricciarelli, Ron, Orchestra di Fiati del Veneto, Gianluca Grignani, Orchestra Ritmico Sinfonico Italiana, Orchestra di Padova e del Veneto, Vittorio Matteucci, Summertime Gospel Choir, Antonino, Alma Swing, Diego Basso, RAI, Canale 5… nel 2005 ha l’idea di condividere un’esperienza comune e costituisce il “Fondaco dei Suoni”. L’essenza stessa del gruppo si esplica nel significato del nome “Fondaco” di cui vi è testimonianza a Venezia già dal 1225 (Fondaco dei Turchi, Fondaco dei Tedeschi). Questo luogo, riservato alla colonia tedesca ma con obbligo di residenza per i mercanti provenienti anche da altri paesi, fungeva da dogana, deposito, emporio, mensa e ostello e già da quell’epoca diveniva una macchina di controllo commerciale e politico gestito dalla Serenissima.
I musicisti hanno immaginato che con le merci giungessero anche tanti suoni, una sorta di mondo poco raccontato ma reale che conduce ad un viaggio instancabile di ricerca per lasciare un’orma su un territorio musicale incredibilmente vario. “Il passo di un visitatore straniero che respira e poi racconta attraverso i suoni, l’esperienza meravigliosa della musica, nell’intento di protendere verso una musica libera ed universale.”
Una sorta di laboratorio musicale dove poter sondare esperienza musicali popolari che in molti casi richiedono, per essere eseguite, una solida preparazione per così dire “classica”. Brani “interpretati” dove trapela l’animo tutto veneto dei componenti, inclini a far prevalere la loro personale lettura senza allontanarsi dagli schematismi e dai modi dei popoli che l’hanno prodotta. In qualche caso una rilettura in chiave personale dei classici, alcuni famosi in tutto il mondo, molte volte ingiustamente snobbati dalla musica di massa italiana poco attenta, se non in qualche raro caso, alle correnti musicali che si producono nel vivo sottobosco di musicisti che sanno fare il loro mestiere che si rivolgono ad un pubblico attento, competente, ancora capace di emozionarsi.
